18 maggio 2005

Proud to be me

Non mi succede spesso, per fortuna, ma a volte mi chiedo se alle persone che mi circondano sia mai capitato di far parte di una minoranza. Non una minoranza 'visibile', come gli afroamericani nel sud statunitense degli anni '50 - gira una barzelletta, a riguardo: è meglio essere frocio o negro? Negro, perchè almeno non lo devi dire a tua madre - né una minoranza 'forte', ad esempio gli italoamericani. No, una minoranza silenziosa, poco coesa, di cui non si parla, l'appartenenza alla quale viene molto spesso usata per irridere ed offendere, l'appartenenza alla quale molto spesso viene tenuta nascosta, per vergogna o per quieto vivere - e non so quale sia la peggiore tra le due ipotesi -, l'appartenenza alla quale viene esclusa a priori semplicemente perché non si rientra nello stereotipo - e cominci a cambiare idea riguardo alla 'fortuna' che ti è capitata, quella di non sculettare né parlare affettatamente né prediligere i vestiti femminili, quella 'fortuna' che ti ha costretto nella prigione della negazione di sé, che ti fa tanto accettato socialmente, d'altro canto. Una minoranza nei cui confronti ultimamente la gente comincia a dichiararsi 'tollerante' - però signora mia, che sia silenziosa e non pretenda gli stessi diritti delle persone 'normali', d'altronde di cosa si lamentano, mica vengono arrestati!
Noi froci, noi finocchi, noi culattoni, noi rottinculo, noi pederasti, noi femminielli, noi cupii, noi checche, noi lesbiche... Noi persone. É proprio così difficile riuscire a pensare a noi come persone? A non immaginare automaticamente ani sfondati o ragazze bellissime che si accarezzano di fronte a uomini eccitati? A non considerarci come maniaci sessuali, molto spesso confusi con i pedofili?
Ed ecco il motivo e la ragione e la legittimazione del Gay Pride, nonostante a volte anch'io mi ponga delle domande sulla sua opportunità. Come la festa delle donne. "Se c'è la festa delle donne, perché non c'è anche la festa degli uomini?" chiese una volta mio padre. "Perché gli uomini fanno festa tutto l'anno." fu la lapidaria risposta di mia madre. É lo stesso per noi gay. Il gay pride è l'unico giorno dell'anno in cui far sapere che no, non ce ne stiamo zitti, che abbiamo delle sacrosante rivendicazioni, che non siamo né pochi né isolati, l'unico giorno in cui essere gay senza compromessi, visibili, rumorosi, magari scomodi, e orgogliosi, orgogliosi del proprio modo di essere e NEL proprio modo di essere - nonostante i mezzi di informazione calchino sempre la mano sugli aspetti più carnascialeschi, caricaturali, e rassicuranti. Perchè alla fin fine è rassicurante avere la conferma che i froci li riconosci da due chilometri di distanza, piuttosto che confrontarsi col dubbio che magari 'sti finocchi non sono poi così 'diversi', che magari può esserlo il/la collega, il/la panettier* sotto casa, il/la compagn* di università o il/la parente single che vedi di rado...

Gil/tutto questo in risposta ad un commento di farfi ad un post di restodelmondo

10 Commenti:

Blogger Numero 6 ha affermato...

Tutto giusto, a parte due cose:

1) Gli italo-americani non contano un cazzo, è una balla che viaggia solo qui.

2) Manca il gay normale, quello che paga il mutuo, fa la fila in macchina, smadonna davanti al monitor perché il db si è piantato.
(Ma questo l'hai già detto anche tu).

18 maggio, 2005 21:47  
Anonymous who ha affermato...

Al di là della questione dei diritti civili, non c'è nulla che metta sullo stesso piano gay e lesbiche, a livello di pulsioni intendo :) Poi per tutto il resto come non condividere...Rimane la soddisfazione, che non ritengo troppo magra, del fatto che quelle persone che i diritti ve li vogliono negare sono le stesse con le quali non vorreste avere nulla da spartire, tanto fanno schifo...E se il gay pride è carnascialesco non c'è nulla di cui rimproverarsi, ma pare che ogni manifestazione di gioia, gay o meno, sia sempre qualcosa che debba porre problemi...Ma perchè? :) Viva lo sbottonamento, viva lo sbracamento, è un giorno all'anno e lo concedevano pure i Romani...

Tutto il resto, se le cose non ve le danno, prendetevele :) Smettere di chiedere. E agire in mezzo alla gente, uscire da quei ghetti che un pò si finisce a costuirsi da soli, come protezione. Perchè gli altri fanno paura, è vero. Ma affrontarli a muso duro gli fa abbassare la poca cresta che hanno.

Fermo restando che io a voi cordialmente vi odio per invasione dei nostri territori di caccia, e perchè, ma insomma, come si può essere così certi della monocompatibilità sessuale, boh ;)))

:o)

18 maggio, 2005 21:53  
Blogger Gilthas ha affermato...

#6: non è che mancano, i gay 'normali', è che non fanno audience: di fronte alla checca d'assalto a malapena maggiorenne, un 50enne bancario scompare...

Gil/e poi caspita, il 'gay' normale ce l'avete tra i piedi tutti i giorni, tra NG e blogsfera...

18 maggio, 2005 22:06  
Anonymous panduzza ha affermato...

perche', sei normale tu? ;)))))

who: cosa vuol dire 'monocompatibilità sessuale'?
inciti alla bisessualita'? potrei pure essere d'accordo ;)

18 maggio, 2005 23:09  
Anonymous panduzza ha affermato...

i gay e le lesbiche non hanno le stesse pulsioni sessuali?
leggo e non capisco, so' stanca ;)

18 maggio, 2005 23:10  
Anonymous KingCialtron ha affermato...

Non ti preoccupare solo del tuo nemico ma curati dal tuo amico.
Questo per dire che ricordo bene la famosa (sarà femm. o masch? :D) GayPride di Roma: una sfracca di politici a sostegno, e pure in marcia.Politici di Governo soprattutto. Interviste a go-go a sostegno dei diritti gay.
Tutto alla fine nel pieno rispetto del GayPRide: caciara.
Ps: ti sembra normale uno che porta il diadema?

19 maggio, 2005 09:01  
Blogger Gilthas ha affermato...

E uno che si bea del titolo di Re dei Cialtroni, allora? ]:->

Gil/per me 'normale' è sempre tra virgolette. Perché è una parola che non mi piace, eppure può essere utile.

19 maggio, 2005 10:51  
Anonymous Anonimo ha affermato...

Bellissimo post e bellissimo titolo. Mi rammarico di non poter venire, il gay pride a Roma nel 2000 fu una giornata fantastica...
AmicaN

19 maggio, 2005 11:28  
Anonymous Gerry ha affermato...

Io! Io!

Sono un dipendente statale. per tanto:

- Prendo un sacco di soldi
- Non faccio un cazzo da mane a sera
- Sono avido!

19 maggio, 2005 14:03  
Blogger Gilthas ha affermato...

Gerry, tutto bene? ;-P

Gil/poi magari ci spieghi il senso del tuo commento (o sono io che sono ancora obnubilato dalla digestione?)

19 maggio, 2005 14:15  

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